2013 - Naturale, artificiale coltivato.
L'antico dialogo dell'uomo con la natura
La mostra documenta i primi passi e i successivi sviluppi della storia dell'agricoltura, mediante l’esposizione dal vivo delle specie selvatiche e delle varietà man mano coltivate dall’uomo (frumento, orzo, riso, mais, pomodoro, patata, vite, leguminose), illustrando l’evoluzione - guidata dall’uomo - delle piante che hanno nutrito l’umanità lungo i millenni. In particolare, vengono sottolineati quegli interventi che hanno impresso una svolta decisiva nella domesticazione e coltivazione delle varie specie portando, ad esempio, alle spighe che non perdono i semi, alle varietà che germinano poco dopo essere seminate, agli esemplari di taglia bassa, all’efficiente uso dell’acqua e dei fertilizzanti, al miglioramento delle proprietà nutritive delle principali colture, con relative innovazioni nei cibi e loro adattamento alle tradizioni e culture locali.
Alla fine dell’ultima glaciazione, tra 12000 e 9000 anni fa, avviene la più grande rivoluzione della storia della specie umana. In diverse regioni del pianeta - nella Mezzaluna fertile (Vicino Oriente), nelle valli dello Yangtze e del Fiume Giallo in Cina, in Mesoamerica (Messico centro-meridionale) e sulle pendici delle Ande in Sudamerica, nell’Africa sub sahariana - piccoli gruppi di uomini fino ad allora cacciatori-raccoglitori nomadi, indipendentemente gli uni agli altri inventano l’agricoltura. Per la prima volta nella storia, l’uomo diventa capace di controllare la fonte del proprio sostentamento.
È l’annuncio di un cambiamento epocale: alcune piante selvatiche vengono domesticate e in breve tempo diventano dipendenti dall’uomo, non essendo più capaci di sopravvivere da sole allo stato selvatico. A sua volta l’uomo cambia profondamente: ora dipende per il suo cibo dalla cura con cui alleva le piante, più che dalla sua forza fisica. I gruppi umani diventano stanziali, aumenta la densità di popolazione, nascono villaggi e città e con essi la storia, la civiltà come noi la conosciamo. È l’inizio di un cammino che non si è più fermato: da allora, nuove specie da coltivare sono state introdotte, sono avvenuti mutamenti imponenti del territorio (i campi coltivati al posto della foresta, i canali per l’irrigazione, ecc), trasformazioni produttive (per esempio la rivoluzione verde). È anche l’avvio di un incremento demografico che non si è più arrestato e che oggi ci mette difronte al compito di produrre cibo per una popolazione in costante aumento e di sconfiggere la fame in tante aree del pianeta. Mentre nuove sfide si affacciano: come e dove trovare una medietas virtuosa tra ultrasfruttamento del territorio ed ecologismo; come essere consapevoli che ogni progresso tecno-scientifico comporta anche un contraltare problematico con cui fare i conti?
Sono mostrati gli interventi dell’uomo come testimonianza di una interazione virtuosa tra uomo e natura, esempio di quella “scienza artigiana” in cui l’uomo si pone in ascolto della realtà e la interpreta cercando di capirla veramente fino in fondo. Le piante coltivate non sono “naturali”; non sarebbero mai esistite se l'uomo non le avesse create e si estinguerebbero se l’uomo decidesse di non coltivarle più. E non sono neanche “artificiali”. Sono appunto “coltivate”; in questo c’è tutto lo spessore di una storia millenaria che ha coinvolto i nostri antenati e coinvolge anche noi oggi, in un’opera senza fine.
Un altro tema considerato è come rispondere alla sfida di nutrire una popolazione umana in rapida crescita. Le previsioni demografiche dicono che la popolazione mondiale crescerà dagli attuali 7 a 9 miliardi nel 2050: il problema è acuto se si tiene conto che già ora più di un miliardo di persone soffre la fame e ancor di più la malnutrizione. È possibile aumentare la produttività agraria? E aumentarla in modo sostenibile? E come si riuscirà a ridurre le disuguaglianze tra le “tavole alimentari” del pianeta e ad abbattere l’impatto devastante dello spreco? Serve un criterio da cui possa derivare un’azione rispondente al vero: occorre riscoprire su cosa fondare un corretto rapporto tra uomo-e-uomo e uomo-e-ambiente.
Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. OkApprofondisci
Privacy & Cookies Policy
Privacy Overview
This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these cookies, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are as essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may have an effect on your browsing experience.
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.